• selvaggia wild

La mia esperienza nel mondo dell'online dating: tra fantasia, interpretazioni e qualche lacrima.



E' da un anno che sento il bisogno di raccontare la mia esperienza nell'usare uno di quei siti per incontri. Ho fatto la prova per una settimana ma ci è voluto un anno per elaborarla. E non dico altro. Allora vi racconto come è andata. Mi iscrivo senza troppe aspettative tirata in mezzo da un'amica. Non ci ho mai creduto a questi siti, perchè sono un po' all'antica, credo nei rapporti vis a vis, nella magia di un incontro inaspettato e insomma in tutte quelle cose che fanno parte di quel mistero chiamato amore. Però mi sono detta “vivi nel 2018, i tuoi pazienti ne parlano, vediamo un pò e poi in fondo tua cugina se l'è pure sposato uno trovato su questi siti!”.

Appena ti iscrivi ti chiedono che cosa stai cercando. Urca non ci avevo mai pensato, o meglio, non ho mai dato troppa importanza all'aspetto fisico, al guadagno e queste cose qua. Di solito uno mi piace o non mi piace. Non ho mai pensato se lo voglio biondo, moro, con gli occhi azzurri, magro, grasso, alto, ricco, povero e via dicendo. Insomma mi sembra un po' una situazione da catalogo Ikea, ma sto al gioco. Faccio mente locale e decido il tipo che voglio (esteriormente s'intende). Poi mi devo descrivere e creare un annuncio. Decido di buttarla sul ridere e scrivo un annuncio divertente. Aggiungo una mia foto qualunque e faccio partire la cosa. In 5 minuti ho già parecchie richieste di conoscenza, qualche insulto per l'annuncio e un paio di proposte di matrimonio. Mi dico, oibò, aspetta un attimo come è possibile? Questi neanche mi conoscono e già vogliono sposarmi? Mi puzza di strano ma decido con cautela di andare avanti.

Rispondo a un paio di loro, ma in realtà sono consapevole che “chi li conosce questi” e quindi do pochissime informazioni. Chiedo aiuto alla mia amica Nicol (che è quella che mi ha suggerito di iscrivermi) per capire meglio come funziona la cosa. Lei mi dice “beh adesso prendi un appuntamento, ci vai e se ti piace continui”. Eh? Conoscerli? Ma io mica ho voglia di avere a che fare con perfetti sconosciuti, che magari sono pazzi e mi tocca pure scappare! Sto ferma a leggere i messaggi che mi mandano, gente a mio avviso un po' disperata, individuo già, grazie alla mia formazione professionale, qualche squilibrato che cancello immediatamente. Però ce n'è uno che mi sta simpatico. Vado a vedere la foto del profilo e non è male. Per rispetto alla sua privacy lo chiamerò Luca. E' parecchio più giovane di me, dice che vive a Roma (poi vi spiego). Ma ho paura, non rispondo e lo lascio lì. Il giorno dopo questo mi riscrive, questa volta dandomi il suo numero di telefono. Sembra parecchio insistente. Chiamo Nicol e le chiedo cosa fare modello coach americano. Lei giustamente mi dice “scrivigli un whatsapp”. Aspetto qualche giorno e poi una sera decido di buttarmi.




Non so bene come approcciarlo e quindi gli scrivo un messaggio ironico. Lui risponde quasi subito, presentandosi con il suo vero nome. Mi chiede di dove sono. Questa domanda mi ha sempre messa in crisi. E quindi gli faccio l'elenco delle mie nazionalità, i posti dove ho vissuto, e quella che considero casa. Insomma un pippone di mezza pagina. Lui carinamente mi dice “si ok ma adesso dove vivi?”. Urca la domanda per lui era più semplice in effetti, e già capisco che le mie interpretazioni sono errate. Gli dico Roma, e per educazione anche io gli chiedo dove abita. Mi risponde (sempre per privacy non lo dico) che vive in una città vicino a Roma. E allora penso, ma scusa perchè sul profilo dici che vivi a Roma se poi vivi da tutt'altra parte? Già qua mi sarei dovuta porgere qualche domanda. Ma il bello dell'online dating è che la fantasia gioca in casa. Luca mi dice che comunque lui viene spesso per lavoro a Roma, e che se voglio la prossima volta ci possiamo incontrare. Lo saluto e gli dico “vabbè dai la prossima volta che sei a Roma fammi uno squillo”. Metto la cosa nel dimenticatoio, ma ammetto che una strana emozione mi pervade.



Il giorno dopo mi arriva un “buongiorno”, e senza neanche rendermene conto inizio la mia relazione virtuale, che si protrae per un mese circa. Lui mi chiede ripetutamente di mandargli delle foto, cosa che non faccio. Allora mi chiede se possiamo fare una video chiamata. Vi ricordo che Luca è parecchio più giovane di me quindi ha più dimestichezza con la tecnologia. Chiedo a mia figlia con una scusa qualunque come si fa una video chiamata. Dopo il tutorial acconsento. Ci vediamo e qualche cosa cambia. Lui è figo, e mi rendo conto che anche io gli piaccio perchè rimaniamo a guardarci per un po' senza parlare. E' come quando da bambina aspetti la sorpresa nell'uovo di Pasqua. A volte rimani delusa, a volte piacevolmente stupita. Mi tranquillizzo perchè capisco che è una persona normale e non uno psicopatico da TSO. Step successivo l'incontro nella vita reale. Viene una sera a Roma e ci diamo appuntamento in una piazza di sabato sera affollata di gente. Io avverto le mie amiche dell'incontro e dico loro che manderò messaggio. Se non mi sentono prego chiamare il 113.

Luca è carino, educato e nonostante la tenera età sembra essere abbastanza uomo. Vabbè la serata va bene, parliamo, ridiamo, insomma una situazione piacevole. Se ne torna a casa sua e io penso, ma dai mi piace. Vado a letto contenta. Il giorno dopo mi chiama e mi dice che lui non vuole una storia seria e tutte ste cose da uomini, a cui io non sono abituata perchè nella mia vita relazionale sono stata sempre molto fortunata ed ho incontrato uomini sinceri e disposti ad impegnarsi con me. La cosa mi spiazza. Ci rimango male. E avrei dovuto mandarlo a cagare subito, ma faccio la figa e dico che neanche io voglio una storia seria (cosa non vera perchè a me le storielle del cavolo non mi interessano). E qua devo dire che ho commesso un grave errore di valutazione. Ho sottovalutato lui e sopravalutato me. Insomma per farvela breve, ci siamo rivisti altre 3/4 volte (tra un pacco e un altro, ah sì perchè questo disdiceva gli appuntamenti all'ultimo). Decido di chiuderla quando un giorno mi ricordo del mio account ancora attivo. Mi collego, leggo, o meglio cancello i 200 e più messaggi che mi sono arrivati nel frattempo, e per curiosità rivado a vedere il suo profilo. Lo vedo online. L'emozione che mi pervade è quella di orrore e sgomento, manco fosse stato mio marito beccato in flagrante con un'altra! Chiudo l'account e piango come se fossi stata lasciata dall'amore della mia vita. Mi riprendo e penso:”ma come è possibile alla mia età rimanerci male per un perfetto sconosciuto, che hai visto un paio di volte e che ti ha pure detto che non vuole una storia seria, ti ha trattata male (tirandoti i pacchi) ed è “infedele”? Chi mi conosce sa che devo andare a fondo alla questione. Mi chiedo che cosa mi è successo? Forse mi sono innamorata di un avatar? Oddio la cosa è seria.

Inizio le mie ricerche. Cerco la definizione di fantasia, perchè secondo me ha giocato un brutto scherzo. Leggo che la fantasia è la facoltà dello spirito di riprodurre o inventare immagini mentali in rappresentazioni complesse, in parte o in tutto diverse dalla realtà. Ecco questo l'ho sicuramente fatto, sono andata di fantasia. Comunque mi intriga di più capire come mai una donna di quasi 50 anni, con due figli, un lavoro solido, un divorzio alle spalle, tanti affetti è caduta in una relazione più virtuale che reale, ha sofferto e ha fatto fatica ad uscirne. In un articolo sul tgcom24 leggo che le relazioni virtuali possono creare l'illusione di essere innamorati, per il fatto che sul web è più facile essere seducenti, si può dare libero sfogo alla fantasia con il rischio di idealizzare il partner. Spunto tutte le voci riconoscendomi in tutte. La dott.ssa Rosalia Giammetta mi aiuta a capire un aspetto che non avevo preso in considerazione. Dice “non ce ne rendiamo conto, ma è la nostra fantasia a riempire le ambiguità lasciate dall'altra persona, a guidare il modo in cui intendiamo le cose lette in una chat”. E' vero e penso che questo accade perchè in una relazione virtuale vengono a mancare delle informazioni che ci permettono di capire qual'è la cornice del discorso e quindi il suo senso, come il tono della voce, le pause, il non verbale. Io ho usato tanto la fantasia inconscia per cercare di capire la persona che stava dall'altra parte della chat. In altre parole ho attivato tutti i miei bisogni di quello che cerco in una relazione (comprensione, conforto, protezione, sfida, compagnia per citarne alcune). Insomma un viaggio pindarico senza fine. Dopo aver letto altri due articoli mi tranquillizzo e penso che in questa relazione con Luca sono andata di fantasia conscia ed inconscia, ho idealizzato e ho interpretato erroneamente la realtà. Mi sono convinta di un innamoramento che in fondo non è mai stato reale. Bene. La prossima volta sarò più consapevole. Ma non è finita qua.



L' altro giorno a distanza di un anno mi arriva un whatsapp di Luca che mi dice che mi pensa e che mi vuole rivedere. Ammetto che ho avuto un iniziale sussulto al cuore, ma grazie al cielo sono una persona che impara dai propri errori. Gli ho risposto che ero fidanzata (cosa non vera) e che non mi sembrava il caso. Lui avrà pensato (oddio forse se legge il blog non lo penserà più) che non lo voglio rivedere perchè sono fidanzata, ma la verità è che non ho nessuna intenzione di ricadere in quel viaggio fantasioso. Se un whatsapp è bastato a riattivare certe fantasie vuol dire che questo è un mio punto debole da cui difendermi. Non mi fraintendete sono grata a Luca perchè mi ha aiutata ad uscire da un torpore emotivo che andava avanti ormai da troppo tempo, mi ha dato un'idea per un nuovo progetto lavorativo, mi ha fatto capire nuove cose su di me e mi ha aiutata a scoprire che cosa voglio da una persona (ma soprattutto cosa non voglio). Ah e ho anche imparato come uno stimolo esterno (whatsapp di Luca) basti per riattivare certe connessioni neurali che erano rimaste dormienti (per un anno) ma anche come la conoscenza di noi stessi (i nostri valori, la nostra fantasia , la stima per noi stessi) siano altrettanto funzionali per disattivarle consentendoci di poter premere il tasto delete una volta per tutte.

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