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Dream: un'esposizione che vale la pena di vedere

Aggiornato il: 29 mar 2019


Oggi decido di andare a vedere un'esibizione al Chiostro del Bramante intitolata Dream. Partenza da casa alle 10:00 arrivo alle 11:30. E pensare che vivo solo a 5 km di distanza, ma con i mezzi a Roma purtroppo questa è la realtà. Comunque il 63 non riesce a smorzare il mio entusiasmo. La signora alla cassa è molto cordiale. Prezzo del biglietto 14 euro (su ticketone 17,50). Mi faccio strada tra una scolaresca e l'altra ed entro. Subito mi viene chiesto se desidero avere la guida da ascoltare. Dico di no, perchè per una mostra sui sogni preferisco viverla da sola. Entro in una piccola stanza dove c'è un albero appeso al soffitto, due foulard con degli aghi appesi a un muro, delle rocce a forma di piramide con per terra dei cumuli di riso bianco perfettamente allineati alla giapponese (che in teoria rappresenta una casa), una cosa in legno che non capisco e in fondo due sculture in alabastro. Mi sento confusa,(e rimpiango di non aver preso la guida audio) ma penso che i sogni alla fine sono sempre ricchi di simboli e la nostra mente razionale fa fatica a decifrarli. Per fortuna vedo che davanti a ogni esposizione c'è una spiegazione. Mi fermo a leggere. E' tutto chiarito, il nome dell'autore, che cosa è rappresentato e una breve interpretazione psicologica del simbolo. La cosa inizia ad affascinarmi non poco. Conosco per lavoro il significato dei simboli onirici ma la combinazione simbolo, spiegazione, rappresentazione è a dir poco suggestiva. Vi elenco brevemente le rappresentazioni e i significati onirici della prima stanza, così per rendere l'idea.


Albero, foulard, alabastro

Albero significa il passaggio dall'inconscio al conscio. C'è una comunicazione di tre livelli: quello sotterraneo (radici), quello terrigeno (tronco) e quello tangibile (rami). Questi indicano le proprie aspirazioni e inclinazioni al cambiamento.

Ago è il ricordo di un momento dove siamo stati feriti e anche quel passaggio dalla delusione alla cura. Gli aghi sono appuntiti e servono a mettere in moto, a pungolare il sognatore.

Casa va interpretata come la proiezione di noi stessi, le cui stanze corrispondono alle varie parti della nostra psiche come personalità e affetti.

Alabastro è segno di buon auspicio che fa riferimento al matrimonio. Oggetti rotti in alabastro, invece, significano il pentimento che si risolverà con delle scuse.

Sole (la cosa che non capivo) significa determinazione e coraggio, forza passionale a volte ingovernabile.

Continuo e mi ritrovo immersa in una fiaba. Suoni ritmici (e mi chiedo ma quelli con le guide alle orecchie cosa sentono?) che diventano luce. Un'esperienza sensoriale difficile da descrivere a parole. Sembra di viaggiare nello spazio tempo. L'opera è di una giapponese che riesce ad ipnotizzarmi. Poi entro in una stanza dove c'è un grande schermo con delle proiezioni di numeri, battiti cardiaci e altro. Anche questa esperienza mi lascia a bocca aperta. Proseguo in su per delle scale ed entro in una caverna con delle piante che mi circondano.



Caverna

Leggo che la caverna è una sorta di tempio interiore, un luogo di “incubazione e trasformazione, di nascita e rinascita dove avviene un cambiamento, una rigenerazione”. In effetti anche questa esperienza nella caverna mi tocca profondamente.


Entro poi in un'altra stanza e mi sento smarrita. Sembra di stare in un sogno di quelli rappresentati in Alice nel paese delle meraviglie. Mi gira la testa. Leggo la descrizione. Il titolo è “la vertigine e il sogno”. Adesso capisco. Peter Kogler, l'autore, è riuscito alla perfezione a farmi sentire smarrita. Si passa poi in una stanza minuscola con un letto che mi ricorda molto un'opera di Dalì con delle maschere appese al muro. Qui ci si focalizza sulla simbologia della maschera, che sta a rappresentare l'inganno e la protezione. Gli aspetti della personalità che proteggono il sognatore in mezzo agli altri. Una maschera sociale che usiamo per piacere agli altri ed essere accettati. Ci ricorda che a volte è più sano guardare la vita per quello che è senza dover sentire il bisogno di nasconderci. La mostra finisce in un'altra stanza dove veniamo invitati a sdraiarci e a guardare dei numeri illuminati sul soffitto. Non mi sdraio ma osservo i numeri e leggo la spiegazione. L'opera si chiama “la luce e il sogno”. La luce nei sogni va interpretata come simbolo di energia e potenzialità, consapevolezza ed equilibrio, ma anche come richiesta di aiuto per superare una situazione.


La vertigine e il sogno

L'esibizione finisce qua. Esco ed è un po' come se mi dovessi risvegliare. Mi ritrovo nel mezzo di questo chiostro meraviglioso del 1400 – 1500. Sono emotivamente spossata. Un sogno (la mostra) che è stato in grado di toccare il mio inconscio, e poi quasi un' allucinazione il chiostro del 1500. Mi incammino verso l'uscita. Esco e presto vengo riportata alla realtà da un brutto cafone romano che mi dice “ah signò che c'ha bisogno der taxi?”. L'effetto sogno svanisce in un attimo e mi incammino verso il mio 63. Però per un paio d'ore ho vissuto un'esperienza a dir poco indimenticabile. Consiglio.

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