9 documentari che vale la pena di guardare (Netflix)



Daft Punk – Unchained (2015) 1h 24min

Thomas e Guy-Manuel hanno venduto 12 milioni di album e vinto 7 Grammy. Guardando questo documentario si può riassaporare la loro musica, la loro missione e unicità. Questi due ragazzi francesi, che non mostrano mai il volto (infatti hanno sempre un casco in testa) e rilasciano pochissime interviste, vivono la loro musica e il loro successo con indipendenza e libertà. Rinfrescante, anche a detta di Pharrell Williams.


Eagles (2013) 3h 07min

Quando ho visto la lunghezza di questo documentario, mi sono detta non ce la farò mai. Invece interessante, con tante curiosità. Don Folder pare non sia stato soddisfatto del risultato, mi spiace, a me è piaciuto.


Stretch and Bobbito (2015) 1h 38min

Non sapevo bene di cosa trattasse questo documentario. Poi ho subito capito che si trattava di quello show radiofonico new yorkese degli anni 90 (che anch’io ascoltavo la notte). Loro sono i pionieri della musica Hip Hop. Hanno iniziato con un misero programma radiofonico dell’università. Personaggi come Jay Z, Eminem, Fugees (per dirne alcuni) hanno trovato visibilità proprio partendo dal loro show. Se vi sentite un po’ off-beat vi troverete in sintonia perfetta.


Jiro e l’Arte del Sushi (2011) 1h 19min

Erano anni che volevo guardarlo ma poi il pensiero di uno che fa sushi per più di un’ora mi aveva sempre fatto desistere. Invece una bellissima sorpresa. Questo stilista del sushi ci insegna ossessivamente a migliorare il nostro lavoro. Si parla di famiglia, lavoro e idee antiche che invitano a riflettere sui nostri tempi e sul nostro mondo occidentale. Una chicca.


Going Clear (2015) 1h 59min

Un documentario sulla chiesa di Scientology. 8 ex membri parlano della loro esperienza e di quello che accade all’interno della ‘chiesa’. Interviste con John Travolta e altri personaggi famosi. Curioso che Tom Cruise (con una medaglia grande come un piatto di portata appeso al collo) non abbia voluto partecipare al documentario. A mio avviso dei pazzi, con Ron Hubbard vestito da capitano e tutti i fedeli vestiti da marinai, alieni, teorie da ridere (penso che anche i mormoni abbiano pensato – “credete in cosa?????”). Comunque interessantissimo ritratto sulla labilità della mente umana, che appartiene a tutti (ricchi, poveri, famosi e non). Quasi, quasi, lo farei vedere ai miei figli adolescenti come esempio della psicologia di una setta.


Making a Murderer (2015) 10 episodi da 1h circa l’uno

Non sapevo neanche chi fosse Steven Avery. Non ci sono commenti che possano rendere l’idea di quello che è accaduto a quest’uomo. Penso di aver letto che il suo caso sia stato il più grave caso d’ingiustizia legale mai avvenuto negli Stati Uniti. E’ pesante, a volte noioso ma, se v’interessa il genere, assolutamente da vedere.


The Minimalist (2016) 1h 18min

Allora, partendo dal presupposto che non potrei mai vivere con 33 capi di abbigliamento (incluso gioielli e scarpe), il documentario da delle ottime idee su come alleggerire la nostra esistenza. Questa filosofia di vita mi ha molto interessato. Gli autori suggeriscono di rivolgere una domanda a ogni oggetto che possediamo cioè: “che valore apporti alla mia vita?”. Fa riflettere.


The Internet Own’s Boy (2014) 1h 44min

Si parla di internet. E’ la storia di Aaron Swartz , programmatore, scrittore e attivista morto un anno prima dell’uscita del documentario. Un ritratto della vita e delle idee politiche di Aaron, ragazzo prodigio d’internet. Per saperne un po’ di più sulla censura!


Marley (2012) 2h 24min

Ecco la biografia Bob Marley. E’ un viaggio nella vita privata di Marley, raccontato attraverso la musica, interviste, concerti e inediti. E’ qui che ho scoperto che Bob Marley era per metà bianco. E’ l’unico documentario sulla vita di Bob Marley che è stato autorizzato dalla famiglia Marley. Un motivo ci sarà.

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