10 migliori stand up comedy (Netflix)



I 10 migliori comici (stand up comedy) su Netflix (2017)

Gabriel Iglesias – I’m sorry for what I said when I was hungry (2016)

Nato in California di origini messicane. E’ un attore, doppiatore e comico. Il suo modo di fare commedia è pulito (si può guardare anche con i bambini). Tratta di razzismo, cibo, alcol, relazioni e figli. Non è mai volgare. Insomma due sane risate in totale leggerezza.

Louis CK – Live at the comedy store (2015)

Nato a Washington DC nel 1967 è un comico, attore, scrittore e produttore. Tratta temi sociali, sesso, droga, matrimonio, interazioni umane. A volte è un po’ grossolano, specialmente quando parla di sesso. Fa ridere e il suo cinismo ci tocca e ci fa riflettere. Ho adorato la sua descrizione della relazione che abbiamo tutti noi con il cellulare.

Mike Birbiglia – Thank God for Jokes (2017)

Nato nel 1978, americano, è un attore, comico e regista. Lo definirei la tipica acqua quieta. Si presenta con la sua camicia a scacchi, parla piano non dice parolacce e racconta con sottile ironia di ritardatari, aeroporti, muppett show, e matrimonio (per nominarne alcuni). Il pezzo più divertente è quando verso il 30 minuto racconta della sua esperienza al muppett show. Un comico che crede nel suo lavoro e ne va fiero. Autoironico e profondo.

Joe Rogan – Triggered (2016)

Nato in New Jersey nel 1967 è comico e commentatore televisivo. Ha un modo di fare aggressivo, è arrabbiato, dice un fracco di parolacce e parla di droga, sesso, razzismo. Quando si arrabbia con tanta violenza per la stupidità umana, riesce a trascinare nella sua rabbia anche la persona più calma. Chapeau per il suo pezzo su Scientology. Un grande.

Joh Mulaney – The Comeback Kid (2015)

Nato a Chicago nel 1972 è un attore, producer, scrittore e comico. E’ elegante dalla faccia pulita con un sottilissimo senso dell’umorismo. Parla di chiesa, cani, traslochi, vagine e peni, matrimoni e tradimenti. Forse il mio preferito in fatto di stile. Le sue descrizioni di Bill Clinton e del film Ritorno al Futuro sono spot on! Un comico che affascina e che fa decisamente ridere.

Russell Peters – Notorius (2013)

Canadese di origini indiane è nato nel 1970 ed è comico e attore. Fa ridere, tanto, soprattutto quando parla di razzismo, immigrazione, massaggi thai, arabi, tatuaggi e nascite. Coinvolge il pubblico, scegliendo a caso, con educazione indiana, gli spettatori, ma la battuta un po’ cattivella non manca mai.

Cristela Alonzo – Lower Classy (2017)

Nasce in Texas nel 1979 di origini messicane è genuina e trasparente. Parla di temi socioculturali. Ci sta subito simpatica. Figlia di madre immigrata messicana, cresciuta in povertà e a stretto contatto con le gang usa queste esperienze nei suoi racconti ironizzandoli. Verso la fine ci emoziona raccontandoci di sua madre ma….. la battuta finale c’è.

Dave Chapelle (2017)

Nato a Washington nel 1973 è un attore, comico e conduttore televisivo. E’ sempre stato uno dei miei comici preferiti, anche se questo ritorno (dopo 10 anni di assenza) non mi ha entusiasmata. E’ come se Dave avesse perso un po’ di acutezza. Comunque lo includo perché è sempre divertente. Parla di razzismo, droga, sesso e matrimonio. Tutto sempre con molta calma.

Trevor Noah – Afraid of the Dark (2017)

Nato in Sudafrica nel 1984 è comico, attore e presentatore televisivo. Ha un accento sudafricano elegante. Discute su fatti di attualità e storia (come la colonizzazione dell’India che è veramente esilerante). Molto divertente quando racconta di Obama e Mandela dove sorprende il pubblico con i suoi accenti. E’ dalla parte delle donne e questo fa sempre piacere. Da vedere.

Kevin Hart

Nato a Filadelfia nel 1979 è comico, attore, scrittore e producer. Si possono trovare 3 show suoi su Netflix ma non sono attuali. Comunque vale la pena di menzionarlo perché fa veramente ridere. Usa aneddoti familiari divertentissimi come per esempio quando parla dello zio Al. A differenza di Chapelle, Hart è un vulcano di energia, veloce anche fisicamente sul palco. Aspetto con ansia un nuovo show.

Da menzionare Dana Carvey – Strait White Male 60, non lo conoscevo e mi è piaciuto soprattutto per la sua imitazione del figlio adolescente!

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