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Narcisismo: Lo strano caso della donna al volante

Aggiornato il: 29 mar 2019




Era un po’ che mi frullava nella testa l’idea di scrivere qualche cosa sul narcisismo. E non parlo del disturbo narcisistico di personalità, di cui soffre il 2% della popolazione, ma di quel narcisismo che ognuno di noi ha (chi più chi meno). Quel narcisismo che ci aiuta ad avere autostima ma che poi è lo stesso che può, se non stiamo attenti, farci diventare persone arroganti e antipatiche senza necessariamente essere malate. Vi faccio un esempio per capire quale tipo di narcisismo intendo.

Stavo guidando la mia super Polo per le vie di Roma quando all’improvviso una signora esce dal parcheggio, senza guardare e senza mettere la freccia (perché a Roma la freccia è un optional). Inchiodo. La signora si gira verso di me e mi guarda con odio. Non chiede scusa (anche questa pratica a Roma è molto comune) e con arroganza esce dal parcheggio e va per la sua strada. Ora, non è successo niente. Io ho frenato, l’incidente non c’è stato, la signora ha ottenuto quello che voleva ed io mi sono arrabbiata e ho solo pensato ‘ma va sta stronza’. Punto. Niente di che, soprattutto per Roma. Però la mia curiosità per questo piccolo sopruso ha iniziato a prendere forma. Ho anche pensato che ci sono tante persone che si comportano così, quindi il fenomeno è abbastanza esteso e merita un approfondimento. Come può una persona non vedere l’altro? Come mai la signora mi ha guardato con disprezzo? Che cosa le è successo? Sono io troppo svizzera? Io mi vergognerei e chiederei scusa se in torto, ma alla signora questo non è accaduto anzi. Ecco questo è il tipo di narcisismo che m’intriga.

Con queste domande nella testa inizio a fare un po’ di ricerca sul tema. Se si digita su google la parola narcisismo si ottiene come prima cosa una definizione, ovvero, culto innaturale o patologico della propria persona o atteggiamento che tende a esaurire la personalità nell’esclusiva considerazione ed esaltazione di se stesso. Provo a metterlo in altre parole. Un narcisista è qualche d’uno che si prende troppa cura di sé e nel farlo può esaurire la propria personalità (e penso anche quella degli altri perché io dopo la signora non è che ero tutta rosa e fiori eh?!). Ok ci siamo con la definizione, anche se, mi sa che parliamo di narcisismo patologico, ma faccio finta di niente. Continuo le ricerche. Trovo moltissimi articoli sul disturbo narcisistico di personalità (criteri per la diagnosi, cause, cure), tanti articoli sulla teoria psicoanalitica, parecchi consigli su come riconoscere e scappare da un narcisista e infine qualche articolo su come il narcisismo sia un problema sociale e culturale. Insomma, non trovo niente di specifico per le mie indagini sulla signora. Che ne so qualcosa sul narcisismo non patologico che a volte diventa patologico, o qualche cosa del genere, e invece niente. Mi sa che devo iniziare a leggere un po’ di tutto per trovare le mie risposte.




Chiedendo scusa a Freud, Kohut e Kernberg, decido di eliminare subito gli articoli inerenti alla teoria psicoanalitica perché sinceramente non ho voglia di starmi a leggere pipponi sul tema (che ho già affrontato durante gli studi universitari). Proseguo e penso che neanche il disturbo mentale, i criteri di diagnosi, le cause e la cura in questo momento m’interessino (bè forse le cause sì, ma vediamo). Non mi fraintendete, non che non m’interessino a priori, ma in questo momento sono più curiosa di scoprire la psicologia della signora al volante che non quella del paziente manipolatore e sadico. Per quanto riguarda gli articoli su come riconoscere e scappare da un narcisista inizio a leggerne uno. S’intitola ‘Come riconoscere un narcisista: i 10 segni del manipolatore affettivo’. Non penso che la signora sia una manipolatrice affettiva ma lo leggo comunque.

L’articolo elenca una serie di caratteristiche del narcisista. Brevemente, pare che il narcisista ama parlare di sé, vuole il centro della scena, non sa gestire le critiche, è irresponsabile e non sa chiedere scusa (ecco penso, proprio come la signora), si sente superiore, è megalomane, non è empatico, supera ogni limite, non conosce vergogna (di nuovo come la signora), pretende di esserci solo lui (idem). Ok, si qualche cosa in comune con la signora al volante la posso anche vedere ma non penso che fosse una narcisista patologica. Provo a leggerne un altro sempre sul tema della relazione con un narcisista. L’articolo (quipsicologia.it) inizia a parlare di criteri per la diagnosi. Smetto subito di leggere. Troppo teorico, non va bene, o perlomeno non mi aiuta a capire la signora al volante. Mi soffermo allora sugli articoli che parlano del narcisismo come problema sociale e culturale. Inizio a leggere un articolo che s’intitola ‘Il narcisismo e la cultura occidentale’. Sembra interessante. In effetti, si parla di ‘narcisismo culturale’ di come la società incoraggi gli individui a focalizzarsi su di sé in contrapposizione alla collettività. Si sostiene che con l’indebolimento della società tradizionale gli individui siano meno conformati alle aspettative esterne ma si concentrano sui propri bisogni interni (non sono d’accordo ma dovrei dare spiegazioni professionali noiose e non è questo il luogo). Decido di cambiare strategia e inizio a guardare gli articoli che parlano di narcisismo non patologico. Ne trovo pochissimi.




Romapsicologo.it inizia bene dicendo che il narcisismo è percepito diversamente a secondo delle diverse età. Penso che, in effetti, un adolescente che sta davanti allo specchio 1 ora a farsi i capelli è considerato normale, un po’ meno se lo fa un uomo di 50. E poi penso interessante sì, ma la signora di certo non era un adolescente! Continuo nella lettura ma romapsicologo.it inizia a parlare di Ovidio e la sua “Metamorfosi” e si perde (e mi perde) tra Narciso e Giunone. Lascio a metà. M’imbatto in un articolo un po’ teorico ma che coglie la mia attenzione. Annalisascaffidi.com parla del narcisismo normale, quello basato su un’autostima adeguata, basata su un sano orgoglio. Annalisascaffidid.com dice che chi ha questo narcisismo è in grado di prestare la giusta attenzione alle proprie esigenze, pur mantenendo l’affetto e il rispetto per l’altro. Secondo quest’articolo “queste persone sono ambiziose, competitive, amano essere al top, sanno usare punti di forza e vantaggi per raggiungere i propri obiettivi. Credono in se stessi, nelle proprie abilità e capacità, sono audaci, determinati e decisi, assumono con naturalezza il ruolo di leader.”. Bene, un po’ riconosco di cosa stiamo parlando, ma continuo a non trovare il passaggio da donna con sana autostima a signora arrogante e pericolosa al volante. Purtroppo anche annalisascaffidi.com salta a piè pari dal narcisismo sano a quello patologico e così mi ritrovo a leggere sul disturbo di personalità che come ho già detto non è il tipo di narcisismo su cui voglio fare la mia ricerca. Inizio a spazientirmi. Non sono ancora riuscita a trovare un articolo semplice, comprensibile e che mi spieghi come si arriva a essere come la signora al volante. Va bene che lavoriamo su un continuum cioè che da una parte c’è il narcisismo patologico e dall’altra parte il narcisismo sano, ma insomma che accade nel mezzo? Si va bene i criteri che servono ad identificare il confine tra sano e patologico ma non penso che le persone riescano il più delle volte a rientrare in certi parametri e quindi? Le chiamiamo tutte borderline? Ho bisogno di fare il punto della situazione e trarre le mie conclusioni.

Allora ricapitolando, il narcisismo è un tratto della nostra personalità che ci aiuta ad avere autostima, a raggiungere i nostri obiettivi, a essere audaci e determinati. Diventa patologico quando quest’amor proprio ci distacca dalla realtà e ci fa sentire superiori, speciali, unici, irresponsabili, senza vergogna, poco empatici e immuni alle critiche (nel senso che le critiche non sono tollerabili). Può essere stato sollecitato a gonfiarsi dalla società e dalla nostra cultura. Un comportamento che a 16 anni è considerato normale, lo stesso comportamento a 50 è considerato patologico (in termini di narcisismo). Nessuna grande scoperta insomma. E allora? Che conclusione do? Mi sta venendo in mente Star Wars, e tutto il tema della parte oscura, i Jedi, Darth Vador e Yoda. Ho un’illuminazione. Forse quello che è successo alla signora (e che succede ad altre persone) è quanto segue. La signora è partita con già una buona dose di narcisismo sano, si è ritrovata in un ambiente sociale e culturale ostile (Roma), ha avuto l’impulso irrefrenabile di uscire dal parcheggio, se n’è fregata del resto del mondo e l’unico pensiero tossico che ha avuto in quel momento è stato “devo uscire dal parcheggio adesso”, è passata alla parte oscura del narcisismo (ecco qua Star Wars), ha agito convinta di essere invincibile e quando ha incrociato il mio sguardo stupito, ormai il narcisismo patologico aveva preso il sopravvento, e quindi l’odio nei miei confronti per non aver ottenuto un inchino. Dai, in parte, penso sia andata così, una trasformazione di personalità. Oppure rimane sempre la possibilità che questa era semplicemente una grande stronza.

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