Ci separiamo e i figli?





Che l’amore tra un uomo e una donna possa finire non è poi questa grande scoperta. In Italia nel 2014 sono state registrate 89,303 separazioni e 52,335 divorzi (contro i 189,756 matrimoni). Non mi permetto di dire che le separazioni e i divorzi siano all’ordine del giorno ma, ahimè, poco ci manca. Ogni separazione porta con sé del dolore. In particolare modo se ci sono dei figli di mezzo le preoccupazioni aumentano in modo esponenziale. E allora iniziano le angosce: come glielo diciamo? Quando? Come ci organizziamo? Lo scopo di quest’articolo non è quello di analizzare perché un amore finisce (potete leggere su questo tema altrove), e neanche di spiegare i provvedimenti da prendere (e che vanno presi!) in caso di coppie violente o abusanti. Qui lo scopo è più umile, ed è quello di proporre degli accorgimenti semplici, di situazioni comuni, per cercare di rendere l’evento della separazione il meno traumatico possibile per i figli. La buona notizia è che seguendo alcune accortezze di base i figli potrebbero vivere la separazione, come un momento, si doloroso, ma anche come una possibilità per scoprire buone risorse inaspettate (un esempio può essere quello di un padre che durante il matrimonio non c’era mai e che invece dopo la separazione c’è). I 7 passaggi (o riflessioni) che vi proporrò sono generici e per quanto non esiste una famiglia uguale a un’altra, possono essere presi come un buon punto di partenza (se proprio non sapete da dove incominciare). Allora iniziamo.

NO AL SILENZIO

I bambini sono delle spugne. Loro sanno (a volte ancora prima di noi) che qualche cosa non va. Questo stato d’incertezza può generare molta ansia e può far sentire i bambini responsabili di quello che sta accadendo tra noi adulti. L’unico modo per sciogliere e dare un senso alle loro emozioni (e fantasie) è comunicargli ciò che sta avvenendo. Parlando con loro non solo gli daremo il messaggio che, “si le tue sensazioni sono giuste (quindi non sei pazzo)”, ma anche che mamma e papà pensano a te e continueranno a pensarti. Prima di comunicare ai figli l’intenzione di separarsi bisogna aver chiaro il più possibile i termini pratici della separazione. Ai bambini non interessa il fatto che mamma e papà non stanno più insieme, ma gli interessa sapere che cosa gli accadrà. Dove andranno a vivere? Che giorni vedranno papà e che giorni vedranno mamma? Avranno due stanze? Con chi passeranno il Natale? E le altre vacanze? Se papà mi portava sempre a calcio, lo continuerà a fare? etc. Quindi una volta che decidiamo di comunicare ai figli l’intenzione di separarci bisognerebbe avere a portata di mano delle risposte pratiche e chiare, perché a loro questo interessa. Converrebbe anche fargli capire che abbiamo fatto tutto il possibile per rimanere insieme, ma non ha funzionato, e che la decisione è definitiva. Ai figli non interessa sapere ‘tua madre mi ha messo le corna’ o tuo padre non lo sopporto più. Quelli sono fatti dei grandi, non loro. Se i termini della separazione non sono ancora chiari (e purtroppo a volte ci vuole tanto tempo) bisognerebbe dirgli che mamma e papà stanno ‘lavorando’ per rendere questo grande cambiamento il più fluido possibile. Il silenzio, il non sapere non fa che ingigantire l’ansia e il senso di responsabilità. In fondo se ci pensiamo, sarebbe così anche per noi.

RASSICURARLI

I figli non devono sentirsi responsabili (come troppo spesso accade) della separazione. Per questo motivo va fatta l’importante distinzione che separarsi è qualche cosa che accade nel mondo dei grandi dove i bambini non c’entrano niente. In altre parole a loro interessa sapere che, anche se non saremo più una coppia, saremo sempre i loro genitori. Saremo sempre mamma e papà con il nostro amore sconfinato. E questo è ciò che conta.

LIBERI DI PROVARE LO STESSO AMORE PER ENTRAMBI I GENITORI

Per quanto possa risultare difficile bisognerebbe cercare di non criticare l’altro genitore o di giudicarlo dinanzi ai figli. Sarebbe molto doloroso per loro sentire parlare male di mamma o di papà. Si sentirebbero confusi, sleali e angosciati. Quindi, per favore, sfoghiamoci con i nostri amici, parenti o anche conoscenti ma non davanti ai figli! Proteggiamoli. Sempre. E se ci dovesse scappare il commento inopportuno, scusiamoci.

OGNI BAMBINO REAGISCE A MODO SUO

Separarsi è un po’ come vivere un lutto, e come tale è una questione molto privata e personale. Un lutto nel senso che qualche cosa che c’era adesso non c’è più. I bambini vivranno la separazione con reazioni molto diverse tra loro. Le tre cose importanti da fare sempre sono: ascoltare, accogliere e consolare. A seconda dell’età e del carattere, i bambini (ragazzi) potranno passare dei momenti di intensa rabbia, tristezza o apatia. Empatizziamo con loro! Diciamogli che ci dispiace che si debbano sentire così e che è ok essere arrabbiati, frustrati, tristi o vuoti. Rispettiamo il loro modo di elaborare il dolore.

NON VIZIAMO

Il senso di colpa da parte dei genitori nei confronti dei figli durante una separazione è quasi sempre presente. Troppo spesso si sopperisce a questo senso di colpa viziandoli (comprandogli tutto quello che vogliono oppure chiudendo un occhio su regole e limiti). Non va bene. Specialmente in un momento dove la famiglia è in fase di riorganizzazione, le regole, i limiti e confini dovrebbero essere ristabiliti non annullati. I figli ne hanno bisogno. Lo chiedono. In fondo nei momenti di confusione che cosa ricerchiamo? L’ordine!

NON COINVOLGERE I FIGLI NELLE NOSTRE EMOZIONI DI RABBIA E DOLORE

Facile a dirsi un po’ meno a farsi perché, se i figli sono i nostri più assidui osservatori, già avranno percepito che mamma è arrabbiata o papà è triste. Le emozioni predominanti nelle separazioni sono l’intensa rabbia e il profondo dolore. Detto questo i bambini non capirebbero l’intensità delle nostre emozioni e anzi potrebbero spaventarsi o schierarsi con il genitore che percepiscono più in difficoltà. Perciò se dobbiamo piangere, urlare o strapparci i capelli per favore facciamolo in un momento dove i bambini non ci sono. E se dovesse capitare che ci vedono piangere spieghiamoli che siamo tristi ma che loro non c’entrano e che è uno stato passeggero.

MANTENERE UNA RELAZIONE GENITORIALE DI COOPERATIVITA’

Anche da separati siamo e saremo sempre genitori per il resto delle nostre vite. E qua viene la parte difficile. Bisogna essere in grado di scindere l’uomo o la donna che vorremmo appiccicare al muro con l’uomo e la donna che continuerà a far parte della nostra vita di coppia genitoriale. Saremo sempre partner nell’affare di essere genitore. I figli vanno protetti dalle tensioni. Bisogna mostrarsi in coppia in armonia o se no meglio lasciar perdere (fino a quando le acque si saranno calmate). Tutta la ricerca (e ci tengo a precisare tutta la ricerca) sui figli di separati e divorziati è d’accordo su questo punto: la separazione in sé non è un dramma ma la conflittualità è il fattore che può cambiare tutto e rendere una separazione un’ odissea. Se litigo significa che non ho tempo per i figli. Se litigo davanti a loro non li sto proteggendo. Nelle separazioni è vero si litiga (e pure tanto!) ma dobbiamo fare uno sforzo e limitare le discussioni ai momenti dove i figli non ci sono (che ne so dall’avvocato, per strada, al bar).

Ecco, questi sono (per me ma direi anche per altri) i punti base da dove iniziare. E se proprio vediamo che non ci riusciamo da soli, facciamoci aiutare (mediazione famigliare, psicoterapia, sostegno alla genitorialità sono alcuni strumenti a nostra disposizione). Il benessere dei figli dipende da noi. Non smettiamo di fare genitori. E’ questa l’unica cosa che i nostri figli, in fondo, ci chiedono.

Berger M., Gravillon I, 2007, “I miei genitori si separano: come aiutare i figli quando mamma e papà si separano”, De Vecchi, Milano.

Emery R.E., 2008, “La verità sui figli e il divorzio: gestire le emozioni per crescere insieme”, Franco Angeli, Milano.

Oliveriero Ferraris A, 2005, “Dai figli non si divorzia”, Bur, Milano.

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